Filippo
Filippo, un uomo di quarant'anni con sindrome di Down, attraversa la città seguendo un suo rituale preciso: saltellare da una beola all'altra, trasformando il marciapiede in un percorso immaginario che gli dà ordine e sicurezza. Ogni gesto è calibrato, ogni deviazione lo mette in difficoltà, ma anche in una sorta di gioco che lo diverte e lo rassicura.
Durante il tragitto verso la piazza, dove ogni giorno si siede alla stessa ora, incontra Mario, il barista che lo conosce bene, e Sergio, l'elettricista un po' invadente. Ma Filippo ha un obiettivo più importante di tutti, aspettare Lucia, la giovane donna che abita nel condominio di fronte alla sua panchina. Quando lei appare, elegante e luminosa, Filippo si illumina. La osserva con un'adorazione timida, nascosta dietro un pacchetto di figurine che usa come scudo.
Lucia lo saluta con affetto distratto prima di andare al lavoro, ignara dell'importanza che ha per lui. Quando scompare dietro l'angolo, Filippo si alza e riprende il suo percorso verso casa, felice nella sua routine e inconsapevole del peso che la vita gli ha imposto, ma capace di trovare gioia nei suoi piccoli riti quotidiani.

